La finanza amichevole – Le azioni

Le azioni non sono altro che una parte di una società. In poche parole significa che se si acquista una quota , si acquista parte della società assumendoci il rischio della stessa .
Le azioni, di solito sono quotate in un mercato regolamentato dove è possibile acquistare e vendere negli orari di apertura di contrattazione .
Le azioni possono essere quotate o non quotate. Nel primo caso è più facile acquistarle o venderle ad un prezzo di mercato. Le azioni non quotate, invece, possono presentare grossi problemi al momento della vendita.

Attraverso l’emissione e il collocamento delle azioni, le società per azioni finanziano la propria attività.

Un azione riflette l’andamento di una società sia positivo o negativo . La possibilità di guadagno o perdite non sono misurabili e in caso di scarso andamento della società, c’è la possibilità della perdita totale del patrimonio investito .
Se la società è redditizia , l’utile può essere distribuito attraverso il dividendo .
Le azioni possono essere di vario tipo, ordinarie o privilegiate , la differenza tra l’uno e l’altro è il diritto di voto nelle assemblee dei soci e la percentuale di dividendo che si può incassare .
In ogni paese vi è un mercato , borsa , dove sono negoziate azioni di società che si trovano in quel particolare paese .
Nei prossimi episodi la lista di indici dei mercati azionari di tutto il mondo , i principali e quelli in via di sviluppo .

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“Se si decide di investire in una società è meglio comprare tante azioni e tenerle a lungo.”
Warren Buffett

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Non c’è ancora un’Europa degli investimenti dal basso

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di Alessandro Maria Lerro
Non c’è ancora un’Europa degli investimenti dal basso A Helsinki, in occasione del primo incontro continentale sulla Crowdeconomy, si è discusso delle barriere normative comunitarie che frenano ancora la diffusione dell’equity crowdfunding. E non per effetto delle lobby bancarie. Solo una piattaforma finlandese, Invesdor, può operare in tutti i Paesi dell’Unione

Sorgente Economyup.it: Non c’è ancora un’Europa degli investimenti dal basso