Gli investimenti Sostenibili e Responsabili

La finanza amichevole

I cosiddetti SRI sono stati il tema del Risparmio 2019, a che punto siamo arrivati?
Il mondo sta cambiando, a una velocità impressionante, sui temi legati all’ambiente, alle risorse alternative e anche ai processi di eticità e sostenibilità da parte delle aziende.
Non possiamo più permetterci uno sfruttamento così estremo del nostro pianeta, ogni anno nei primi 7-8 mesi consumiamo le risorse che la natura ci offre. Continuando così è un punto di non ritorno.
Le aziende devono assolutamente trovare un equilibrio tra la produzione e lo sfruttamento delle risorse.
Proprio per questo motivo ci stiamo indirizzando su questa strada e in questi ultimi anni abbiamo verificato che investire con questo principio, oltre a seguire un processo etico, produce un maggior ritorno per gli investitori.
C’è ancora molto da fare per sviluppare la conoscenza di quelli che sono i temi dello sviluppo sostenibile, ma la strada è tracciata e le persone sono sempre più sensibili.
Creare eventi mirati su questi temi, è quello che deve esser fatto da chi svolge la nostra professione. L’educazione finanziaria passa anche da questi argomenti.
Le nuove generazioni stanno crescendo con un approccio diverso per quello che riguarda il consumo, sono più “green”.
La loro ottica di salvaguardia del pianeta è chiara, come sono chiari i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che dovranno essere sviluppati entro il 2030:

  1. Porre fine alla povertà in tutte le sue forme.
  2. Azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile.
  3. Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età.
  4. Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti.
  5. Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne.
  6. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e condizioni igieniche per tutti.
  7. Assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti.
  8. Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti.
  9. Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione.
  10. Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi.
  11. Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili.
  12. Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili.
  13. Fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto.
  14. Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile.
  15. Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare e rovesciare la degradazione del territorio e arrestare la perdita della biodiversità.
  16. Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli.
  17. Rinforzare i significati dell’attuazione e rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile.
    Ognuno deve fare la sua parte e anche il cambiamento di mentalità da parte delle persone, porterà benefici che riguardano sia l’aspetto etico e solidale, che la componente del ritorno sugli investimenti.

Le oscillazioni dei prezzi rispetto al valore fondamentale dell’azienda, sono una misura delle oscillazioni dei sentimenti.
De Bond

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

https://www.spreaker.com/user/alexfatichi/lafinanzaamichevole-ep21-sri

Il settore immobiliare in Italia

La finanza amichevole

Anche questo settore ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi 15 anni, è possibile considerarlo sempre un settore in crescita? Un bene sicuro?

“Una persona intelligente deve dedicarsi ad acquisire quel che è strettamente necessario, per non dipendere da nessuno; ma se, raggiunta questa sicurezza, perde tempo per aumentare la sua ricchezza, è un poveraccio.”
Stendhal

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

https://www.spreaker.com/user/alexfatichi/lafinanzaamichevole-ep20-immobiliare

I fondi comuni d’investimento

La finanza amichevole

I fondi comuni sono divisi in quote e si dividono in fondi aperti e fondi chiusi.
Le varie categorie sono azionari, obbligazionari, bilanciati/flessibili e monetari.

“Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente, presto il poco diventerà molto.”
Esiodo

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

La colonizzazione dell’Italia

La finanza amichevole

Oramai da molto tempo, nella mia mente ha preso forma un’ipotesi su quello che poteva essere il futuro del paese Italia, in considerazione di una regressione costante e inesorabile.
Prima fase:
In questi ultimi quindici anni, abbiamo assistito alla colonizzazione demografica del nostro Paese, da parte di popolazioni che venivano soprattutto dal nord Africa e dall’Europa dell’est. Persone che cercavano una soluzione alla difficile condizione sociale che vivevano nel proprio paese, venivano in Italia alla ricerca di un lavoro e di un possibile miglioramento della propria qualità di vita.
Il Flusso di stranieri in prima battuta è stato assecondato e a molti di loro ha portato lavoro e una sistemazione. Le attività che queste persone sono venute a svolgere sono quelle che gli italiani, con un tenore di vita apparentemente migliore, non volevano più effettuare.
Le nuove generazioni sono state indirizzate agli studi, con una considerevole percentuale in aumento delle iscrizioni universitarie, a scapito della formazione sul lavoro e dell’imparare un mestiere.
Dopo questa prima fase e con una crisi economica in rapida crescita, a partire dai primi anni 2000, anche il flusso degli immigrati, quelli che avevano voglia di lavorare e di crearsi un futuro, è diminuito. Anzi molti di loro, specialmente quelli provenienti da alcuni paesi dell’Europa dell’est, sono tornati nella loro patria, dove avevano maggiori possibilità che in Italia.
Intanto la disoccupazione nel nostro Paese continua a aumentare, anche i giovani volenterosi e disposti a effettuare qualsiasi tipo di lavoro hanno trovato la strada sbarrata.
Molti di quei lavori che durante la prima fase del flusso di immigrati erano stati in parte snobbati, perché considerati poco qualificanti, oggi non sono più disponibili, in quanto già occupati da chi in passato si è adattato e a tutt’oggi lavora.
Ci troviamo con una generazione di giovani mantenuta dai risparmi accantonati dai nonni e genitori, tutto ciò distrugge ricchezza senza costruirne di nuova. Quanto potrà durare?
Seconda fase:
Dopo la colonizzazione demografica, descritta sopra, adesso siamo nella fase della colonizzazione economica.
La lunga recessione ha portato alla vendita di parte del patrimonio privato e statale, ma chi sono gli acquirenti? Sono privati e imprenditori di quei Paesi (Russia, Cina, Paesi Arabi legati al petrolio, per citare i principali), che hanno disponibilità economiche importanti e che vengono per acquistare quello che di bello o di produttivo siamo costretti a vendere.
Tutto ciò, purtroppo ampiamente previsto a suo tempo, dovrebbe farci riflettere su cosa riserva il futuro agli italiani: proseguendo su questa strada, diventeremo ospiti in casa nostra.
Spero di non sbagliarmi confidando nell’estro e nelle capacità di molti di noi, certo è che se le regole non cambieranno i risultati non potranno essere diversi.
Il sistema dello sperpero di denaro pubblico e della mancanza di una pianificazione economica ha portato a questo, non possiamo far altro che dare la colpa a noi stessi. Ce la siamo cercata…
Potremmo essere un Paradiso, siamo in Purgatorio, speriamo di non diventare un Inferno.

“C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.”
Henry Ford

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

La Cina

La finanza amichevole

Oggi parliamo della Cina, la regione che si appresta a diventare la prima economia mondiale.
Questo status sarà accelerato, dopo l’attuale, dalla crescita dei consumi interni, con l’aumento della ricchezza e del potere d’acquisto dei cinesi. 1,3 miliardi di persone inizieranno ad avere accesso a beni impensabili sino a qualche decennio fa.
Questo aumento della domanda sarà il volano per l’economia di questo Paese per i prossimi 30 anni.
La crescita economica e dei consumi sta provocando e continuerà a provocare un cambiamento radicale, con un incremento progressivo delle aree metropolitane e degli stili di vita che le accompagnano. Del resto le abitudini si stanno già modificando, poiché la crescita del benessere, dà accesso a beni di consumo impensabili per la Cina fino a pochi decenni fa.
E’ per questo che molte società multinazionali stanno creando prodotti specifici per il mercato cinese, essere presenti significa infatti avere la possibilità di attingere al bacino di utenza demografico ed economico più grande al mondo.
La moneta di riferimento per gli scambi della Cina con gli altri Paesi è il Renminbi o Yuan, nome maggiormente conosciuto a livello internazionale.
Il tasso di cambio è agganciato a un paniere di monete internazionali il cui livello di oscillazione è controllato. Anche per quanto riguarda la valuta, lo Yuan si preannuncia come la futura moneta di riferimento per l’area asiatica.
I due principali mercati finanziari cinesi si trovano a Shanghai e a Shenzhen e trattano due tipi di azioni: le A e le B.
Le azioni A sono titoli di aziende cinesi disponibili agli investitori locali cinesi (privati ed istituzionali) e agli operatori esteri (banche commerciali, merchant banks, compagnie di assicurazione e fondi di investimento), che sono riusciti ad ottenere dal governo di Pechino lo status per poter operare nel mercato locale.
Queste azioni sono scambiate esclusivamente in valuta locale.
Le azioni B sono titoli di aziende cinesi scambiate in dollari USA a Shanghai e in dollari di Hong Kong a Shenzhen.
I principali indici borsistici sono quelli delle Borse di Shanghai e di Shenzhen (SSE 50, SSE 180, SSE Composite, SSE A Share, SSE B Share, SSE Component e il CSI 300).
Le principali società cinesi quotate in borsa sono: China Petroleum and Chemical, PetroChina, China Construction Bank, Industrial and Commercial Bank of China, Bank of China, China Shenhua Energy Company, China Life, China Merchants Bank, Ping An Insurance, Bank of Communications e China Pacific Insurance.

“Dipendere dal governo per la tua futura sicurezza finanziaria è come assumere un contabile che è un accanito giocatore d’azzardo!”
Denis Waitley

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

I piano di accumulo

La finanza amichevole

Il cosìddetto PAC è un investimento effettuato attraverso piccole rate dilazionato nel tempo.
L’obiettivo di chi lo sottoscrive è, nel medio-lungo periodo, quello di raggiungere un capitale maggiore della somma dei risparmi periodici effettuati.
Quindi è un investimento ideale per chi intende accumulare capitale nel tempo.
In questo modo abbiamo la possibilità di diminuire il rischio, perché si acquistano quote, di un fondo comune, gradualmente senza effettuare un acquisto in un’unica volta.
E’ ideale per tutte le tipologie d’investitori, dall’accantonamento di risparmi per i figli o nipoti, oppure per chi vuole investire nel mercato in modo graduale.
Proprio per questo la tipologia più adatta, per investire, è quella azionaria.

“Guadagnerete sicuramente abbastanza denaro nella vita, non perdete tempo a preoccuparvi per questo. Le cose veramente importanti sono la salute e l’amore. Il denaro aiuta un po’ con la salute, ma non certo con l’amore, perché per essere amati bisogna essere amabili e non ricchi“.
Warren Buffet

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

La truffa della vendita dei diamanti, niente di nuovo

La finanza amichevole

L’argomento di questa settimana è relativo alla truffa della vendita di diamanti, da parte di alcuni istituti di credito.
Prendo come spunto questo argomento non per meravigliarmi di quando accaduto, purtroppo molti risparmiatori sono coinvolti in questa vicenda e la magistratura farà il suo corso per cercare di tutelarli, ma per ribadire il concetto che per investire bisogna pianificare e non farsi prendere la mano da facili e certi guadagni.
Perché non mi meraviglio e non c’è niente di nuovo, in primis perché si è più portati a cercare facili introiti, che ad effettuare una pianificazione a lungo termine e senza un’informazione adeguata.
Poi per la negligenza di chi li ha venduti.
Convincendo i risparmiatori che era comunque un bene rifugio come ottica di diversificazione e che avrebbe portato guadagli, con un piccolo particolare che il prezzo pagato per acquistarli era sensibilmente più alto della quotazione reale.
Di conseguenza quando si sarebbe voluti venderli, il ricavato sarebbe stato sicuramente inferiore.
Questo è uno dei casi limiti, ma se ci guardiamo indietro certi investimenti passati, considerati come beni rifugio oggi non lo sono più.
Per fare alcuni esempi, le monete antiche, le collezioni di francobolli, i quadri.
Ci sono sempre le eccezioni, se si ha qualche pezzo raro, per il resto il prezzo lo stabilisce l’acquirente disposto ad acquistare e non chi vuol vendere.

“La società non può sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l’un l’altro.”
Adam Smith

Rendiamo la finanza amichevole.

Il podcast:

Microfinanza e Microcredito

La finanza amichevole

Dopo aver affrontato l’argomento dei mercati di frontiera, oggi affronteremo l’argomento della microfinanza e microcredito.
Viene definita Microfinanza la parte di servizi e prodotti finanziari disponibili nelle aree dei paesi non ancora sviluppati.
Il settore pricipale della Microfinanza è quello del Microcredito: prestiti di piccoli importi che vengono elargiti a famiglie, piccoli artigiani, agricoltori, per iniziare o mantenere un’ attività.
Il Microcredito ha dimostrato come persone senza garanzie reali, possano essere molto solvibili, infatti attraverso un piccolo credito è possibile iniziare una piccola attività e poi con i guadagni realizzati saldare il proprio debito, possiamo definirlo, d’onore.
Questa forma di credito rimanda alle origini delle forme di finanziamento: si chiedono soldi per poter iniziare un’attività, poi con parte degli introiti o con lo stesso prodotto venduto si copre il debito.
Per essere più precisi, il Microcredito è stata la prima forma di finanziamento dopo il baratto.
Negli ultimi 40 anni, grazie a istituti bancari che si occupano in modo specifico di questo tipo di finanziamento, si è visto un notevole miglioramento delle condizioni di vita in quei paesi non ancora sviluppati che utilizzano la forma del Microcredito, inoltre i prestiti sono quasi completamente restituiti, senza nessuna garanzia prestata.
Questo dovrebbe far riflettere su una questione fondamentale: se le persone vengono finanziate correttamente per la loro attività e sono motivate e responsabili, i finanziamenti generalmente vengono restituiti.
Nei paesi industrializzati si è superato questo tipo di concetto, purtroppo la finanza ha soppiantato l’economia reale e spesso i valori sulla carta non rispecchiano quelli reali, basti fare l’esempio dei prodotti come i futures sul petrolio.
Per essere etici e sostenibili dobbiamo ripartire dalle basi dell’economia; il consumismo estremo, la globalizzazione, stanno portando piano piano ad un involuzione dell’economia: si produce per consumare, nel più breve tempo possibile, ma in modo inconsapevole, irrazionale e poco sostenibile nel lungo termine.
A partire dalle multinazionali, e alcune lo stanno già facendo, si dovrebbe tornare ai concetti base dell’economia e della finanza: se non si produce e si consuma correttamente, si generano profitti immediati per pochi, di conseguenza non potremo avere un futuro che sia sostenibile e profittevole per le nuove generazioni.
Questo tipo di cultura deve essere insegnata e maggiormente sviluppata sin dalle scuole primarie, con corsi specifici e mirati per le nuove generazioni, una formazione che serve per portare a conoscenza tutti i lati, più o meno conosciuti della finanza.
Per poter far capire l’importanza di un controllo responsabile delle risorse attuali e future, ma soprattutto per un modello di crescita solidale e sostenibile.

Tutto ciò che chiedo è di avere la possibilità di provare che il denaro non può farmi felice.
Spike Milligan

Rendiamo la finanza amichevole

Il podcast:

https://www.spreaker.com/user/alexfatichi/lafinanzaamichevole-ep14-microfinanzamic

Africa, ultima frontiera

La finanza amichevole

Riprendo la famosa frase della serie Star Trek “Spazio ultima frontiera”, per associarla alla regione che in questo momento rappresenta la nuova frontiera delle economie emergenti.
L’Africa è oggi territorio di conquista della Cina, molti luoghi adibiti allo sfruttamento di giacimenti sono e saranno di proprietà di aziende della Repubblica Popolare.
Questo è dovuto in primis alla necessità di materie prime per produrre, in secondo luogo allo sviluppo di una regione che nei prossimi 50 anni avrà un enorme progresso dal punto di vista economico e, conseguentemente, del benessere.
Già negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento del benessere in alcuni Stati di quest’area, che può risultare basso se paragonato ai Paesi industrializzati, ma che è assai elevato se consideriamo il punto di partenza di quelle zone del Mondo.
In questi Paesi possiamo trovare banche, società finanziarie, compagnie telefoniche e anche società della grande distribuzione, che hanno qui un bacino d’utenza enorme.
I primi Stati che hanno iniziato tale sviluppo sono, per ovvi motivi, quelli dove troviamo regimi politici più stabili, infatti una maggior stabilità porta a una maggior apertura nei confronti degli investitori esteri, che convogliano capitali in queste regioni proprio perché hanno enormi potenzialità.
Il mondo sta cambiando, cambiano le economie, in queste aree si parte dai valori reali, questi valori potranno generare ricchezza e nuovi sviluppi commerciali.
Nell’ ultimo episodio ci siamo occupati delle economie di frontiera, dal prossimo cercheremo di entrare maggiormente nel dettaglio del Microcredito e la Microfinanza che sono le basi che hanno dato il via allo sviluppo di queste nuove zone di frontiera.


La citazione di oggi è la seguente:
“La ragione più stupida del mondo per acquistare un’azione è il fatto che la sua quotazione stia salendo.”
Warren Buffet

Rendiamo la finanza amichevole, alla prossima.

ll podcast:

I mercati di frontiera, i nuovi emergenti

La finanza amichevole

Possiamo definire mercati di frontiera quei Paesi che adesso si trovano in una situazione economica simile a quella in cui si trovavano i mercati emergenti qualche decennio fa.

L’economia è una ruota che gira : tre secoli orsono l’Europa era un mercato di frontiera, 30 anni fa lo erano gli emergenti, oggi i principali mercati di frontiera sono: Bahrein, Bangladesh, Colombia, Costa d’Avorio, Croazia, Ghana, Giordania, Kazakistan, Kenya, Libano, Macedonia, Marocco, Mauritius, Mongolia, Nigeria, Oman, Qatar, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Sri Lanka, Trinidad e Tobago, Tunisia, Vietnam.

Negli ultimi anni queste economie hanno registrato una forte crescita, dovuta anche al rapido incremento dei consumi interni. Per molto tempo gli investimenti in questi Paesi era legato più allo sfruttamento coloniale che allo sviluppo. Oggi le opportunità sono come quelle avute nei mercati emergenti agli inizi, basso costo di manodopera, età demografica e mancanza d’infrastrutture. C’è il bisogno di creare.

La forte crescita di questi paesi è caratterizzata da un fattore fondamentale : lo sviluppo demografico, che produce un incremento della popolazione giovanile. I giovani producono beni di consumo per i Paesi sviluppati, dove la popolazione sta invecchiando con notevole velocità, e nello stesso tempo favoriscono la produttività del proprio Paese con alti livelli di consumo interno, grazie ai bassi costi di produzione e alla crescita del proprio benessere.

Altri fattori importanti nello sviluppo dei mercati di frontiera sono: l’innovazione tecnologica e la disponibilità di materie prime. Il primo in quanto investono nelle nuove tecnologie senza aver bisogno di sostituire le vecchie, vantaggio non indifferente, il secondo per avere le materie prime a disposizione senza doverle acquistare da altri paesi.

In queste aree si sta sviluppando anche il cosiddetto concetto della Microfinanza, che incentiva lo sviluppo del microcredito, argomento che tratteremo in maniera specifica nei prossimi episodi.
Le economie di frontiera, nonostante siano molto dipendenti dalle materie prime, dimostrano una loro non correlazione con i mercati sviluppati.
Questo permette di poter fare analisi di crescita specifica, svincolata dai movimenti finanziari ai quali siamo abituati dalla globalizzazione.
Dobbiamo però valutare quelli che sono comunque i maggior rischi ad investire in questi Paesi : forte volatilità, poca trasparenza, scarsa liquidità nelle transazioni.
Se dovessimo fare una previsione, anche se non è semplice, potremmo dire che questi sono i mercati più interessanti per il futuro, però prima di investire in questi Paesi, si deve fare sempre un’ analisi attenta, non influenzata dai molti fattori negativi che spesso ci propone l’informazione.
Quello che oggi potrebbe essere considerato un investimento a rischio, potrebbe invece rivelarsi l’opportunità del domani.

Rendiamo la finanza amichevole, alla prossima.

Il podcast: