La Finanza Amichevole – Episodio 10: Microfinanza e Microcredito

Viene definita Microfinanza la parte di servizi e prodotti finanziari disponibili nelle aree dei paesi non ancora sviluppati. Il settore predominante della Microfinanza quello del Microcredito: prestiti di piccoli importi che vengono elargiti a famiglie,

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La Finanza Amichevole – Episodio 8: I mercati di frontiera, i nuovi emergenti

Possiamo definire mercati di frontiera quei Paesi che adesso si trovano in una situazione economica simile a quella in cui si trovavano i mercati emergenti qualche decennio fa. Leconomia una ruota che gira : tre secoli orsono lEuropa era un mercato di fr

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La Finanza Amichevole – Episodio 7: I mercati emergenti ed il cambiamento delle gerarchie economiche mondiali

Negli ultimi decenni, in costante accelerazione dal 2000 ad oggi, abbiamo assistito al sorpasso delle economie cosiddette emergenti rispetto a quelle sviluppate. Oggi e nel prossimo futuro, di qui a 50 anni, vedremo un continuo cambiamento delle gerarchie

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La Finanza Amichevole – Episodio 3: La funzione della Banca

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Credo sia fondamentale spiegare come nasce la banca, come funziona e quali sono i suoi scopi.
La banca nasce in tempi antichi, con lo scopo di prendere in deposito i soldi di chi non ne aveva bisogno, per darli a chi ne aveva necessità. Per esempio se una famiglia o un imprenditore, alle origini, artigiani o mercanti, dovevano effettuare acquisti e non avevano disponibilità di denaro, li prendevano in prestito con l’impegno di restituirli a una determinata scadenza, pagando una quota d’interessi per la durata del finanziamento.
I guadagni di una banca originariamente derivavano quasi esclusivamente dall’attività di prestito del denaro e gli interessi rappresentavano gli introiti per la banca.
Con il passare del tempo, possiamo dire dei secoli, la banca, oltre che come prestatore di denaro, si è sviluppata nella gestione dello stesso per quei clienti che avevano somme depositate presso di loro.
Possiamo dire che questa trasformazione della funzione originaria della banca ha portato in tempi recenti, negli ultimi 50 anni, a uno sviluppo di prodotti specifici per la gestione dei patrimoni: azioni, obbligazioni, fondi comuni d’investimento, gestioni patrimoniali e altro. La spiegazione dei singoli strumenti verrà affrontata nei prossimi episodi.
Ad oggi questo tipo di attività, dal punto di vista del guadagno per la banca, è pari, se non maggiore, rispetto a quella dei prestiti.
Oltre a questo, la banca moderna svolge molte attività di servizio: canalizzazione dello stipendio, pagamento delle utenze (bollette di luce, telefono, gas, etc.), pagamenti elettronici, bonifici, servizi di carte di debito e di carte di credito.

Se vogliamo fare una critica alla banca moderna, forse è quella di aver in parte abbandonato la funzione principale per la quale è nata: prendere i soldi in deposito, per poi darli sotto forma di finanziamento.
In questo modo ha privilegiato più l’aspetto finanziario che quello economico e questo ha portato a una immobilizzazione dello sviluppo delle imprese, sia piccole che grandi, riducendo la crescita e la ricchezza economica complessiva della nazione.

Alla prossima…

La Finanza Amichevole – Episodio 2: Il conto corrente, le carte di debito e di credito

Credit Card / Gold & Platinum

Iniziamo la nostra avventura occupandoci delle informazioni di base che riguardano gli strumenti di deposito e di pagamento. Non annoierò il lettore con una terminologia troppo tecnica e troppo complicata: la Finanza deve essere considerata “amichevole”, non qualcosa di terribile o troppo complicato da comprendere. In seguito andremo su argomenti più complessi, occupandoci anche di attualità.
A questo proposito parlando con Francesco Rulli, mi ha spiegato il progetto che sta portanto avanti negli ultimi anni in Afghanistan nella costruzione ed informatizzazione delle scuole.
Il conto corrente, bancario o postale, è la forma più diffusa di deposito di liquidità, lo strumento finanziario di base, sia per privati che per aziende. E’ lo strumento dove confluiscono tutte le transazioni elettroniche di pagamento/riscossione che transitano dai circuiti interbancari. Per i privati si tratta prevalentemente della canalizzazione dello stipendio, di carte di debito e di credito, dell’addebito di utenze, di versamento e prelievo di assegni. Per le aziende, si tratta della riscossione e pagamento di fatture, dell’incasso/pagamento tramite bonifici, dell’utilizzo e incasso di assegni.
La Carta di debito è collegata a un conto corrente e permette di prelevare tramite gli sportelli ATM (Automatic Teller Machine – sportelli automatici dove è possibile prelevare denaro contante) o di effettuare pagamenti presso gli esercizi convenzionati, come negozi e grandi magazzini. E’ chiamata di debito perché al momento del suo utilizzo viene effettuato un addebito quasi, per motivi di contabilizzazione informatica, contestuale sul conto del cliente che la utilizza attraverso una verifica in tempo reale della disponibilità o meno di denaro sul suo conto corrente.
Mentre la Carta di credito, esiste anche una forma prepagata e ricaricabile, tipo borsellino elettronico, è uno strumento di pagamento che ha un massimale di spesa mensile, all’interno del quale l’utilizzatore può pagare presso esercizi convenzionati (inserirei qualche esempio). Esistono vari circuiti internazionali, Visa, MasterCard, American Express, per citare i più conosciuti.
La carta ricaricabile ha lo stesso funzionamento, la differenza è che il massimale è dato dall’importo che è attualmente disponibile presente sulla carta, avendo la possibilità di ricaricarla con l’importo che si desidera.
La differenza principale fra la Carta di credito e la Carta di debito riguarda il tipo di circuiti dove può essere utilizzata e il fatto che con la Carta di credito le spese vengono addebitate sul conto corrente mensilmente, accumulando le spese effettuate.
In generale, negli ultimi anni viene spinto l’uso degli strumenti di pagamento elettronici, per diminuire l’uso del contante e permettere una maggiore tracciabilità e sicurezza delle operazioni.
Alla prossima…

Finanza – Le 24 regole di Gann

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Le regole di Gann sono un insieme di regole comportamentali formulate da William Delbert Gann, un economista statunitense divenuto famoso per la sua elevata capacità di prevede i movimenti del mercato finanziario e quindi di riuscire sempre ad ottenere delle cospicue remunerazioni dai suoi investimenti.
Basti pensare che un reporter di una famosa rivista finanziaria nel 1909 seguì 250 delle sue operazioni di Borsa e attestò che il 92,3% di queste risultarono vincenti, un risultato incredibile che Gann diceva di riuscire ad ottenere mediante metodi che a suo dire traevano ispirazione dalla Bibbia e in particolare da una frase tratta dallo stesso libro sacro e secondo cui quello che è già accaduto prima o poi accadrà di nuovo.

Certo è che i mercati sono sensibilmente cambiati da quei tempi, però è sempre molto interessante leggere ed imparare queste regole. Molte sono sempre da tener ben presenti.
LE 24 REGOLE DI GANN
1) Dividi il tuo capitale in 10 parti uguali e rischiane al massimo solo una per operazione.
2) Usa sempre lo stop loss.
3) Non sovraesporti (overtrade), perchè violeresti la regola N.1.
4) Non permettere mai che un profitto diventi perdita. Per far ciò alza il tuo stop-loss (o abbassalo se sei al ribasso) man mano che i prezzi salgono (o scendono). In tale maniera, l’eventuale inversione di tendenza, ti “liquiderà” mentre sei ancora in “profitto”.
5) Segui sempre la tendenza. Non pensare di anticiparla. Non intervenire ne in acquisto ne in vendita se non sei sicuro della direzione del mercato o del singolo titolo.
6) Se hai dubbi, astieniti da qualsiasi operazione.
7) Intervieni solo sui titoli attivi. Lascia perdere tutto ciò che non da’ segni di vita per molto tempo.
8 ) Distribuisci il rischio su quattro-cinque titoli diversi. Evita di mettere tutte le uova in un paniere.
9) Non limitare i tuoi ordini. Quando hai deciso, compra o vendi “al meglio”.
10) Non uscire da una posizione se non ne hai motivo. Segui la tendenza e proteggiti con uno stop loss.
11) Accumula un surplus. Dopo un certo numero di successi metti un po’ di denaro da parte ed utilizzalo nelle emergenze o durante i periodi di panico.
12) Non comprare mai per “incassare” un dividendo.
13) Non “razionalizzare” una perdita. Se il mercato è in direzione contraria alla tua, non dirti che è una buona occasione per incrementare i tuoi acquisti (o vendite se sei al ribasso). Devi solo uscire dalla tua posizione.
14) Non entrare ne uscire mai da una posizione solo perchè sei diventato impaziente.
15) Evita di fare piccoli profitti e grosse perdite.
16) Non cancellare mai uno stop loss.
17) Evita di entrare e uscire continuamente dal mercato.
18) Investi sia al rialzo che al ribasso.
19) Non comprare solo perchè i prezzi ti sembrano bassi ne tanto meno devi vendere se ti sembrano alti.
20) Fai attenzione ad incrementare la tua posizione al momento sbagliato. Aspetta fino a quando il titolo è diventato molto attivo ed “ha perforato” la resistenza per comprare di più (ovvero ha “sfondato” il supporto per vendere di più).
21) Se vuoi incrementare la tua posizione, ricordati di farlo con titoli molto sottili (poco flottante) se sei in acquisto e con titoli molto liquidi (molto flottante) se sei in vendita.
22) Non cercare di pareggiare. Se hai comprato un titolo che ha cominciato a scendere non venderne un’altro allo scoperto solo per pareggiare. Vendi il titolo che hai comprato.
23) Non cambiare mai posizione senza un buon motivo. Solo una accertata inversione di tendenza giustifica tale decisione.
24) Non aumentare le tue “giocate” dopo un lungo periodo di successi. Rischi di perdere in poche operazioni ciò che hai vinto in tanto tempo.

Proposta per organizzare Rally per risparmio costi.

In questi ultimi tempi, specialmente sui forum, ho notato tante polemiche e poche idee valide per ridurre veramente i costi di partecipazione ai Rally.

Molti rimpiangono gli Sprint, era considerato un modo per divertirsi a basso costo che si svolgeva nell’arco di una giornata. Però analizzando il costo a km vengono fuori cifre decisamente elevate.

Un’idea, secondo me, interessante sarebbe quella di organizzare gare con questo format:

  • Una ps da ripetere 4 volte o due ps da ripetere 2 volte, con kilometraggio non superiore a 5 km.
  • Verifiche la domenica mattina
  • Partenza verso l’ora di pranzo ed arrivo nel tardo pomeriggio
  • Parco assistenza, uno soltanto dopo la partenza prima dell’inizio della PS1
  • Cercare strade che possono permettere trasferimenti limitati dalla partenza/prova/riordino/arrivo.

In Italia di strade ce ne sono molte e di tutti i tipi, purtroppo l’ostacolo maggiore spesso sono le pubbliche amministrazioni. Ritengo che un format di gare di questo tipo, con adeguata promozione, porterebbero affluenza di pubblico e concorrenti.

Considerando che i km di ps da percorrere sarebbero al massimo 20 e quelli di trasferimento accettabili, porterebbero veramente un significativo abbattimento dei costi. Ulteriormente confermato dal fatto di effettuare un solo parco assistenza, che alla fine si tradurrebbe nella sola scelta delle gomme arrivando alla gara con la vettura già pronta.

E’ un’analisi ovvia e tutto sommato semplice, non si capisce come non si possa riuscire ad organizzare gare semplici a costi ridotti.

Proviamo a spargere la voce e vedere tutti insieme di creare qualcosa di vero per abbattere i costi e nello stesso tempo far divertire più persone possibili, cercando di formare una cultura del Motorsport in questo paese.

Alessandro